All’inizio della catena alimentare c’è la filiera mangimistica, punto di partenza della sicurezza per tutto ciò che arriva poi al consumatore. Un mangime contaminato da muffe, micotossine o insetti infestanti si traduce direttamente in un rischio per la salute animale, in perdita di performance produttive dell’allevamento e, in ultima istanza, in una non conformità lungo la catena carne-latte-uova documentata in sede di audit. L’igiene dei mangimi non è quindi un tema interno allo stabilimento di produzione: è un tassello del sistema di sicurezza alimentare che arriva fino al consumatore finale. Controllare il rischio nei silos, nelle linee di movimentazione e nei magazzini è il compito operativo quotidiano di chi gestisce un mangimificio o un allevamento strutturato con requisiti di certificazione.
Il quadro normativo di riferimento
I regolamenti comunitari sull’igiene dei mangimi impongono alle aziende della filiera l’adozione di procedure basate sui principi HACCP, con piani di autocontrollo, tracciabilità delle materie prime, controllo dei fornitori, documentazione delle operazioni di pulizia e dei trattamenti effettuati. Le autorità competenti richiedono accesso a registri ordinati e ispezionabili, in grado di ricostruire ogni fase del processo. Oltre alle disposizioni generali, standard volontari adottati dai grandi buyer (supermercati, catene della distribuzione organizzata, gruppi alimentari internazionali) aggiungono requisiti specifici che possono risultare più stringenti della normativa cogente. Essere pronti per entrambi i livelli è la condizione per lavorare con clienti importanti.
Pratiche operative: monitoraggio, pulizia, derattizzazione
Le buone pratiche operative si articolano su tre fronti integrati. Il monitoraggio infestanti, con trappole a feromoni per lepidotteri delle derrate e postazioni per coleotteri, deve essere calendarizzato e documentato su planimetria numerata, con frequenze che tengono conto della stagionalità e del rischio specifico del sito. La pulizia periodica di silos, coclee e linee di trasporto elimina residui organici che altrimenti diventano substrato di sviluppo per insetti e muffe, con protocolli che distinguono pulizia ordinaria e sanificazione straordinaria dopo interventi manutentivi. Il controllo roditori, con piani di derattizzazione permanenti sul perimetro e nei punti critici interni, è prerequisito per qualunque certificazione ed è spesso la prima voce verificata in sede di audit. Il reporting consolida le tre attività in un registro unico, leggibile in fase di ispezione e archivato secondo le tempistiche richieste dalle linee guida. Bioecology S.r.l. supporta le aziende della filiera mangimistica con servizi di monitoraggio infestanti, derattizzazione, sanificazione e consulenza normativa, costruiti sulle specifiche del sito e del processo.
Per rivedere il proprio sistema di igiene e controllo infestanti nella filiera mangimistica, Bioecology S.r.l. offre un sopralluogo gratuito al 0522 575025 o via info@bioecologysrl.it. La visita iniziale porta a una proposta che copre piano di monitoraggio, calendario delle sanificazioni e modalità di reporting, dimensionata sul rischio effettivo dell’impianto e sugli standard richiesti dai principali buyer della filiera.