Considerazioni normative e tecniche sui servizi di sanificazione mediante l’impiego dell’ozono durante la pandemia Sars-Cov-2 (Covid19)

L’esplosione della pandemia riconducibile al virus Sars-Cov-2 ha creato una enorme richiesta di servizi, di prodotti e di tecnologie per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti allo scopo di contenere e contrastare la diffusione di Covid19. A fronte di questa domanda, si sono riversate sul mercato proposte e tecnologie di ogni tipo, fra le quali l’uso dell’ozono, composto noto da tempo per le proprietà ossidanti nei confronti dei microrganismi (muffe, batteri) e generato da apparecchiature mobili.

Al di là dell’interrogativo che ci possiamo porre sull’efficacia dell’ozono nei confronti del Covid-19, al quale il mondo scientifico, su spinta dei costruttori di questi dispositivi, potrà dare una risposta, con questo lavoro gli autori approfondiscono gli aspetti normativi e tecnici sull’impiego dell’ozono.

Lo scopo è quello di offrire un quadro interpretativo chiaro sia per le aziende di servizi che operano nel settore della sanificazione in virtù delle autorizzazioni di cui alla Legge 82/94 e al D.M. 274/97, ma altrettanto utile per gli adempimenti normativi ed autorizzativi che spettano ai costruttori dei generatori di ozono e, infine alle autorità sanitarie operanti nei controlli in materia di salute pubblica ed igiene veterinaria.

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Facciamo chiarezza in merito al trattamento di sanificazione

Daniele Annunziata, titolare di Bioecology S.r.l., ci tiene a fare chiarezza in merito alle procedure dell’attività di sanificazione che è diventata come mai prima d’ora di fondamentale importanza per fronteggiare la diffusione del contagio da SARS-CoV-2:

– Come da Direttive e Protocolli emanati per far fronte all’ emergenza Covid-19, che riportano frequentemente il termine sanificazione, chiariamo subito che l’attività di sanificazione è regolamentata dal D.L. del 31/01/2007 e n. 274 del 07/07/1997 ove si rende noto che tale attività può essere svolta solo da imprese autorizzate e con specifici requisiti professionali; le imprese devono altresì essere abilitate presso le CCIA.

L‘esigenza di un disciplinare in tal senso nasce sia per l’uso di agenti chimici potenzialmente dannosi per l’ambiente, ma anche e soprattutto per preservare la salute dei cittadini, e dei lavoratori.

– Entrando nello specifico del Protocollo ministeriale condiviso del 24/04/2020, al punto n. 4 dello stesso si rileva che: “l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni di svago”. Si sottolinea quindi che per le attività di pulizia NON è necessario rivolgersi a imprese con specifici requisiti professionali, mentre per le attività di sanificazione È NECESSARIO rivolgersi a imprese con i requisiti professionali previsti dalla legge.

–  Appurato che è assolutamente indispensabile rivolgersi ad un’impresa specializzata per l’attività di sanificazione ci preme far chiarezza sui prodotti realmente efficaci nel contrastare il SARS-CoV-2 appartenente ai coronavirus. I coronavirus sono microrganismi dotati di involucro (envelope) e, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, i virus di questo tipo sono normalmente meno resistenti dei cosiddetti virus “nudi” cioè senza involucro. 

– Schematicamente: 

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