Pesticidi nei capelli: la disinfestazione che protegge la natura

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La disinfestazione che protegge l’ambiente raccoglie l’allarme europeo. Studi rivelano tracce di fipronil sui capelli degli europei, ed è solo il principio del problema.

La disinfestazione a misura di ambiente raccoglie un nuovo allarme europeo sui pesticidi. Recenti studi rivelano che in Europa migliaia di capelli analizzati evidenziano tracce di fipronil. Questo pesticida è tristemente noto per uno scandalo legato alle uova molto recente. Ma col danno per la salute dell’uomo, torna anche quello sulla natura.

L’uso nella disinfestazione del fipronil e la cronaca

Nel campo della disinfestazione, il fipronil è un prodotto conosciuto e utilizzato per molti anni. Un pesticida adoperato regolarmente per la concia delle sementi come mais, girasole ed altri. Il fipronil è un insetticida che disturba l’attività del sistema nervoso centrale dell’insetto. La sua azione come veleno è lenta. L’insetto che viene avvelenato non muore istantaneamente, ma ha il tempo di ritornare nella tana. Il tasso di avvelenamento a catena è del 95% in tre giorni.

Tra i pesticidi, il fipronil diede grandi soddisfazioni a disinfestatori, agricoltori e distributori alimentari. Facendo aderire il fipronil ai semi, al momento della semina la pianta risulta protetta dall’attacco dei parassiti. Tutti contenti allora!

In effetti, per qualche tempo, si. Il settore alimentare ha raggiunto grandi risultati e anche la disinfestazione delle derrate alimentari. Improvvisamente, però, dal settore della disinfestazione, agricoltura e allevamento un fatto gravissimo cominciava a dilagare. Le api cominciavano a morire nell’ordine di centinaia. I motivi sono principalmente due. Le seminatrici pneumatiche fanno appoggiare i pesticidi anche sulle piante e sul terreno. Quando le api cercano nei campi la rugiada per bere, assorbono altissime quantità del pesticida che ha inquinato quell’acqua. Inoltre il fipronil viene assorbito dalle piante, che poi lo rilasciano infettando tutti gli insetti a contatto.

Gli apicoltori che gridavano l’allarme non venivano ascoltati all’inizio. Alcuni furono fatti tacere. Dal settore della disinfestazione il problema non veniva recepito, anche per le multinazionali che producono pesticidi. Poi, pian piano, gli apicoltori non erano più i soli a disperarsi. I disinfestatori che come noi difendono la natura e alcuni agricoltori hanno riconosciuto i neonicotinoidi e la minaccia che rappresentano per l’ambiente. Dopo una lunga campagna L’Italia e l’Europa hanno vietato prima e reso poi illegali tutti i neonicotinoidi, incluso il fipronil.

Dalla disinfestazione al cibo. E ai capelli. 

Nel campo della disinfestazione i neonicotinoidi hanno cominciato a sparire. Dopo la semina ci sono stati buoni risultati e le api non sono morte in massa. Purtroppo, il problema non era completamente risolto. Non tutti i disinfestatori, agricoltori e allevatori mettono al primo posto la salute dell’uomo e dell’ambiente. E nemmeno la sicurezza alimentare.

Ed è così che dall’Olanda è arrivata una minaccia alla sicurezza alimentare molto importante. Negli allevamenti intensivi è difficile fare un monitoraggio infestanti efficace. Acari rossi, pulci o zecche possono infestare un allevamento in poco tempo. Alcune ditte di disinfestazione hanno perciò continuato a usare il fipronil. Due compagnie che vendono prodotti per gli allevamenti hanno aggiunto illegalmente il pesticida nei loro prodotti. Le uova di molti allevamenti hanno registrato una presenza di fipronil superiore a quella tollerata dalla legge. Anche in Italia e in altri Paesi le analisi hanno evidenziato tracce di fipronil.

Dopo lo scandalo, il problema è passato nelle mani del Comitato Ue Paff di Bruxelles. Nel 2017, infatti, sono state decise e messe in atto operazioni a livello europeo di analisi e ritiro di prodotti alimentari contaminati. Purtroppo, il problema sembra più ampio e difficile. I risultati di uno studio presentato dal Gruppo dei Verdi all’Europarlamento ha trovato residui del pesticida in tantissimi campioni analizzati.

Una disinfestazione pulita e rispettosa dell’ambiente

L’Euro gruppo ha fatto analizzare dal laboratorio francese Ires 148 campioni di capelli raccolti da giugno a ottobre in 6 paesi Ue: Germania, Danimarca, Regno Unito, Italia, Francia e Belgio. I campioni sono stati analizzati per cercare 30 pesticidi. La percentuale più alta di campione con residui è stata trovata in Galles. La più bassa in Germania. In Italia i residui sono in oltre il 66% dei 24 campioni analizzati.
Tra le sostanze più trovate c’è proprio il fipronil (45% dei campioni). L’uso è vietato in agricoltura dal 2017 ma è tuttora utilizzato come antiparassitario per animali domestici. Esperti della disinfestazione come noi conoscono bene gli effetti che il pesticida sbagliato produce.

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